La cantastorie accoglie il pubblico con suoni e canti.Porta con sé filastrocche e canti della tradizione emiliana e due storie che parlano delle nostre radici che si raccontavano nelle lunghe notti di veglia.
La fòla c’la n’è vera gnanc una parola raccolta in appennino bolognese fa parte del grande repertorio di ”fòle/storie/canti alla rovescia”, divertenti e mirabolanti narrazioni basate sul paradosso e sul nonsense e la fiaba di Ciricoccola. Differente da altre fiabe iniziatiche, in questo racconto la protagonista si ritrova ad affrontare rocambolesche avventure, nelle quali però la paura e il mistero non sono elementi fondamentali dell’esperienza di crescita. Si potrebbe dire, infatti, che la protagonista sia una “eroina ingenua”, nonostante le debolezze e le goffaggini che le fanno compiere passi falsi e cadere negli inganni della strologa, inviata dalle malvage sorelle, Ciricoccola attrae poi sempre la buona sorte. Gentilezza e purezza sono la forza di questa anima.Grazie alla protezione amorevole e quasi materna della Luna la protagonista ribalta così il suo destino.
Viaggeremo con l’immaginazione a piedi e in groppa all’asino, guidate/i dalle parole e dai suoni, correremo dietro alla Lepre in giro per il mondo e visiteremo la casa della Luna.