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Cristina spallanzani

Cristina spallanzani_okDal primo giorno di formazione le parole hanno viaggiato nell’aria,
mescolandosi tra di loro,
si sono avvolte di memoria,
e la memoria ha portato nuove storie,
e le storie i colori,
e i colori le voci,
e le voci gli sguardi,
e gli sguardi ci hanno guidato fino all’incontro con le persone che si sono messe in ascolto,
e i nostri racconti ascoltavano i loro occhi e il loro cuore.

Quando percorri i sentieri della narrazione
apri una valigia che non si chiuderà mai più,
perché le storie scorrono,
scorrono attraverso una campanella e una piccola moneta,
viaggiano in memorie di una infanzia trascorsa in luoghi lontani,
in ricordi speciali, confidenze dentro alla palestra della scuola,
passano attraverso piccole città costruite con il fango del giardino,
vivono di semi raccolti e poi donati a chi con te ha camminato,
crescono come quel pane nel forno, in cui qualcuno ha messo troppo lievito,
girano come le ruote di una bicicletta sempre in movimento,
fanno la differenza, come un coccodrillo rosa fa la differenza in mezzo a tutti gli altri coccodrilli,
perché le storie sono così, bianche, come gli abiti per uno spettacolo arruffati in una borsa,
bianche, perché sempre pronte a lasciarsi macchiare dai colori e a sorprendersi delle sfumature che nasceranno.
Le storie arrivano da altre storie ascoltate sotto a un albero,
le storie arrivano da chi sa dare voce e suono alle parole e a ogni respiro,
le storie accendono luci nella sera e trattengono le paure,
le storie abitano ogni momento in cui siamo pronti a metterci in ascolto.
Le storie parlano di noi, parlano a noi, parlano con noi, con un linguaggio sincero, senza giudizio, e di ogni sguardo si arricchiscono.